Copertina del volume

Biografia: The Man Who Learned Better

Copertina del volume della biografiaHo appena finito di leggere il secondo (e ultimo) volume della biografia ufficiale di RAH: Robert A. Heinlein in Dialogue with His Century – Volume 2: The Man Who Learned Better | 1948 – 1988″ del compianto Bill Patterson e ovviamente è difficile trattenere le lacrime.

Il primo volume era molto bello, era incentrato sull’infanzia e sull’adolescenza di Heinlein, sul suo servizio militare, sulle sue due prime mogli, sulla fine del suo secondo travagliato matrimonio e ovviamente sul suo debutto come scrittore sulle pagine di Astounding e sui primi anni della sua carriera, prima e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Ma se il primo volume era molto bello, questo è mille volte superiore, questo è l’Heinlein più vicino a noi ed è raccontato molto più in dettaglio, sicuramente grazie al fatto che nella vita di RAH è arrivata Virginia Heinlein che con Bill Patterson ha potuto parlare in prima persona per diversi anni, durante le prime fasi della stesura della biografia. E le cose si fanno più reali, gli avvenimenti più emozionanti, i dettagli più vividi. Le opere di cui si segue la realizzazione non sono più solo i brevi racconti iniziali, ma i lunghi capolavori della maturità. E purtroppo si seguono anche tutte le malattie e i ricoveri di cui sappiamo da sempre, ma che per la prima volta viviamo con lui e Ginny in prima persona tra cadute e recuperi, dal 1970 fino alla fine nel 1988.

La lettura scorre molto veloce e piacevole, senza nessuna pesantezza; anzi, fosse stato anche più lungo e dettagliato sarebbe stato persino meglio (ma sappiamo che esiste una versione molto più lunga e che questa è stata tagliata per raggiungere una dimensione “pubblicabile”, per cui, chissà…). E si parla di un volume di 670 pagine (486 se non consideriamo le note)!

Sono tantissimi i dettagli che restano nella mente a lettura finita… le litigate con Forrest J. Ackerman, i brevi incontri con Osamu Tezuka, i campi di nudisti, lo scetticismo su Dianetics, la lunghissima gestazione di Straniero, la prima versione del Numero della bestia, la brutta esperienza con Panshin, i viaggi intorno al mondo, il rapporto con Hollywood, le minacce di morte da parte del’idraulico, lo sbarco sulla Luna, le case a Colorado Springs e Santa Cruz, le lettere dei fan dopo Expanded Universe, l’Hugo vinto senza che nessuno gli avesse detto nulla, le foto in cosplay (nel 1961!)… e soprattutto, semper toujours, Ginny, la vera coprotagonista di questo libro e senza dubbio la persona più importante nella vita di Heinlein. Il libro è anche una bellissima storia d’amore tra loro due e possiamo considerarci fortunati che si siano incontrati perché molto di lei è finito nelle opere del marito nel corso degli anni.

Fatevi un favore e compratelo, non ve ne pentirete.

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